Se nominiamo L.A. Ink, cosa vi viene in mente? È probabile che vi ricordiate una ragazza con pelle diafana, capelli corvini e una passione incredibile per i tatuaggi: Kat Von D. Sono passati ormai anni dalla serie TV che l’ha fatta conoscere al grande pubblico, e da #girlboss qual è Kat ha fatto passi da gigante: la sua linea di cosmetici e quella di scarpe (entrambe 100% vegan) sono solo un paio di esempi. In occasione del lancio di Kat Von D Beauty in Italia, in anteprima su Sephora.it il 29 Marzo per poi sbarcare nei negozi il 5 Aprile, abbiamo fatto quattro chiacchiere con lei per conoscerla meglio e capire come una tattoo artist lanciata dalla TV sia diventata una grandissima fan del mondo della bellezza e di Instagram…
Al giorno d’oggi, sia nella tua carriera che nelle tendenze, c’è molta sovrapposizione tra bellezza e tatuaggi (ad es. il micro-blading delle sopracciglia). Qual è il loro tratto comune secondo te?
Per prima cosa, credo sia la volontà di esprimersi a unificare beauty e tattoo. Per me i tatuaggi sono una cosa molto intima, così come il makeup, ma restano una cosa che vede chi ci si trova davanti, tramite cui comunichiamo qualcosa di noi. Se altre persone guardano e pensano “Oh, wow!”, allora ok, ma non è questo il motivo per cui lo facciamo. Lo sostengo perché mi è capitato un sacco di volte di fare un trucco per sperimentare un’idea che mi è venuta, per poi decidere di non usciere nemmeno di casa (posso anche solo postarlo sui social per condividerlo). Amo il makeup e i tatuaggi perché mi piace come mi fanno sentire. Per quanto riguarda i cosmetici permanenti, sicuramente si tratta del sottoprodotto di due industrie. Personalmente amo che il tempo sia proprio ciò che rende tatuaggi e trucco diversi. Siamo in grado di sperimentare qualsiasi cosa con il trucco, in caso di un errore o di un look che proprio non ci va giù, basta lavarsi il viso. Lo stile si evolve e cambia, ma i tatuaggi sono per sempre. È per questo che sono sempre titubante circa la promozione di cosmetici permanenti. Devo dire, però, che recentemente una mia amica ha perso tutti i capelli in seguito a una chemio. Non se n’è neppure preoccupata troppo, quello che voleva veramente erano le sopracciglia, che cambiano davvero la connotazione di un viso. Se qualcosa di più permanente può aiutare ad affrontare una cosa del genere è meraviglioso, basta fare qualche ricerca prima di decidere. Non è da prendere sotto gamba, meglio spendere qualche soldo in più per poi non pentirsi amaramente.
Quando si tratta di tatuaggi principalmente, ma anche di trucco, apprezzi di più il messaggio dietro una scelta o l’estetica stessa?
Ancora una volta, credo sia molto personale. Sono molto criticata da alcuni altri tatuatori perché sono molto sensibile ed emotiva, ma per me sarà sempre una cosa più profonda di “un tatuaggio cool”. In ogni caso, sì. Non si può avere l’uno senza l’altra. In questo momento ci troviamo in una stanza piena di arte (Palazzo Serbelloni a Milano), e so che tutto qui è simbolico di qualcosa, non è stato un incidente o una scelta casuale. L’arte richiede che ci sia un messaggio, altrimenti non scatenerebbe in noi nessuna reazione.
Il tuo marchio ha un’estetica molto precisa e, di conseguenza, un messaggio diretto. Quando sviluppi un nuovo prodotto, pensi ai tuoi consumatori come a una nicchia o ti preoccupi del pubblico in generale?
Il mio senso dello stile è sicuramente molto aggressivo, non c’è dubbio. Ogni volta che sviluppo qualcosa è il dettaglio che più mi rema contro. Quando ho lanciato la linea di makeup, con 4 rossetti e 2 palette di ombretti, ricordo di essere andata da mia madre, che non mi somiglia per niente. Il vero test per me è stato vedere come la sua reazione (e le era piaciuto!). Non vorrei che la gente guardasse il mio marchio e pensasse “Oh, è solo per le ragazze un po’ goth”. La verità è che questo è uno dei brand più versatili che abbia mai visto, cercando di essere imparziale, per quanto possibile. Pensate per esempio al rossetto liquido Lolita. Sta bene su qualsiasi tonalità di pelle così come ogni fascia di età. Quando comunichiamo questo brand cerchiamo sempre di dimostrarne la versatilità. Non è solo per ragazze goth. Dimostrarlo è semplice: ci potrebbero venir dati gli stessi prodotti e ognuna di noi potrebbe creare un look completamente diverso. È una forma d’arte che si riflette in modi unici per ogni donna.
Che cosa avete in comune tu e i clienti del brand?
Penso che sia l’intenso desiderio di creare. C’è un artista in tutti noi, e non intendo un make-up artist. Quando guardo la lista di persone con cui parlo su Instagram, non si somigliano, ma siamo tutti esseri creativi. La creatività è un po’ la nostra droga. Ed è quello che collega davvero tutti, anche me e te.
A proposito di creare cose, ci racconti di un prodotto che sogni di produrre (e che non sia makeup)?
Di solito tengo questo quaderno nella mia borsa (ci mostra un piccolo notebook rilegato in pelle, con i profili delle pagine d’oro), ne ho un po’. Li chiamo Idea Books. Ogni volta che mi viene un’idea e sono in giro, la appunto qui. Vi dico cosa c’è in questo per fare qualche esempio: vorrei creare un turbante l’attaccatura a V (stile Malefica), questa formazione rocciosa come decorazione di una parete, o un’aiuola fatta di sculture di denti. Mi piacerebbe anche fare paralumi vittoriani e scrivere musica, così come continuare a produrre la mia linea di scarpe vegan. Il desiderio di creare c’è sicuramente, e la lista potrebbe essere infinita. La mia più grande paura nella vita è che probabilmente morirò prima di arrivare a fare tutte le cose che voglio fare. Però penso sia una buona paura, alla fine dei conti.
Siamo tutti molto contenti dell’arrivo di Kat von D Beauty in Italia. Ci sono già tanti fan qui, che hanno conosciuto il brand online grazie a influencer e passaparola. Pensi che internet abbia cambiato il modo di acquistare prodotti beauty?
Sicuramente, in meglio! Si dice spesso che le tendenze in passato venivano dettate dalla carta stampata. È un po’ limitate, sicuramente si sentiva la mancanza di alcune voci. Ma ora, con i social media, ognuno è libero di fare quello che vuole. C’è un’offerta per tutti i gusti. Per quanto riguarda il marketing, è ancora più interessante, perché riesco a parlare direttamente con la gente. Se qualcuno ha una domanda posso rispondere, qualche anno fa una cosa così semplice era impensabile.
Qual è la cosa migliore che Internet abbia portato al settore della bellezza secondo te?
Non so se sia necessariamente la parte migliore, ma le collaborazioni sono sicuramente fantastiche. È grazie a quello che ho costruito il mio meraviglioso team. In questo momento si stanno svolgendo un sacco di collaborazioni, non solo nel mondo beauty, ma anche design e arte, ed è tutto merito dei social media. Qualcosa che alcune persone potrebbero ritenere stupido, come Instagram, riesce a far accadere queste cose, penso che sia davvero un mezzo potente.
Chiudiamo con una mini Intervista col Rullino! Qual è l’ultima foto che hai scattato con lo smartphone?
Questo scatto è legato a un caro ricordo, che Kat ha ricordato durante la sua conferenza stampa del mattino. Milano era il luogo dove ha frequentato la sua prima tattoo convention, e la notte in cui è arrivata si trovava esattamente nello stesso punto. Dice che questa vista le ha cambiato la vita in un modo quasi magico. Fun fact: Il chiaroscuro di luci e ombre sul Duomo potrebbe essere l’ispirazione principale dell’iconica palette Shade & Light… Anche se Kat non ci ha voluto svelare tutti i suoi segreti!